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Cos'è una disfunzione tiroidea?
La disfunzione tiroidea è un termine che si riferisce ad un malfunzionamento della ghiandola tiroidea, una ghiandola situata nella parte anteriore del collo e che produce principalmente tre ormoni: tiroxina (T4), triiodotironina (T3) e calcitonina. I primi due sono sono fondamentali per la regolazione del metabolismo e per il corretto funzionamento di molti processi corporei, inclusi quelli di crescita e sviluppo, della produzione di energia, della regolazione della temperatura corporea.
La calcitonina è coinvolta nella regolazione del calcio nel sangue.
Le principali disfunzioni tiroidee sono:
IPOTIROIDISMO:
- Si verifica quando la tiroide non produce abbastanza ormoni tiroidei (T3) e (T4) di conseguenza si rallentano le funzioni metaboliche del corpo
- Le cause comuni: malattia di Hashimoto (malattia autoimmune), carenza di iodio, interventi chirurgici sulla tiroide, trattamenti con radiazioni
- I sintomi sono affaticamento, aumento del peso, pelle secca, capelli sottili, depressione, sensibilità al freddo e costipazione.
IPERTIROIDISMO
- Si verifica quando la tiroide produce troppi ormoni tiroidei (T3) e (T4) accelerando il metabolismo e influenzando numerosi processi fisiologici del corpo
- Le cause comuni: malattia di Graves (un disturbo autoimmune), noduli tiroidei iperfunzionanti, infiammazione della tiroide
- i sintomi sono perdita di peso, nervosismo, ansia, tachicardia, insonnia, tremori e sudorazione eccessiva, pelle secca, unghie fragili, sbalzi d’umore.
Vediamo che cos’è la tiroidite di HASHIMOTO:
Questa tipologia di disfunzione tiroidea è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca “erroneamente” la ghiandola tiroidea, provocandone l’infiammazione ed il danneggiamento. Questo porta ad una ridotta produzione di ormoni tiroidei, una condizione come dicevamo prima che può evolvere in ipotiroidismo.
- Il corpo quindi produce anticorpi contro la tiroide, che danneggiano il tessuto, riducendo la capacità della ghiandola di produrre ormoni.
- Lo sviluppo è lento e si assiste solitamente ad un peggioramento graduale. È una patologia che può rimanere asintomatica per anni prima che si manifestino segni evidenti di ipotiroidismo.
Alimentazione e disfunzioni tiroidee
L’alimentazione svolge un ruolo centrale nella gestione delle disfunzioni tiroidee, in particolare dell’ipotiroidismo e della tiroidite di Hashimoto. Poiché la tiroide regola molteplici processi metabolici, il corretto approccio nutrizionale aiuta a sostenere la sua funzione e a favorire un assetto metabolico favorevole.
Una nutrizione mirata non ha solo l’obiettivo di “nutrire” la tiroide, ma di modulare i processi infiammatori che, se persistenti, possono aggravare la sintomatologia e innescare disturbi correlati. Spesso si riduce il consiglio ad aumentare il consumo di frutta e verdura, ma la realtà è ben più complessa: alcuni alimenti, anche apparentemente sani, possono risultare pro-infiammatori in soggetti con assetto immunitario già compromesso.
È quindi necessario un piano nutrizionale cucito su misura, che tenga conto dello stato infiammatorio, delle eventuali carenze nutrizionali e della risposta metabolica individuale. Questo tipo di approccio consente di lavorare in maniera efficace sia sulla funzione tiroidea che sull’equilibrio glicemico e insulinico, fattori spesso compromessi in chi presenta tiroidite di Hashimoto.
Inoltre, la patologia tiroidea non gestita adeguatamente può facilitare un aumento della massa grassa e aumentare il rischio di sviluppare sindrome metabolica, dislipidemie o patologie cardiovascolari. Studi recenti evidenziano una coesistenza frequente tra Hashimoto e alterazioni metaboliche, che si rinforzano a vicenda, aggravando il quadro clinico.
Per queste ragioni, una corretta alimentazione assume un valore strategico, non solo nella gestione attiva della patologia, ma anche nella prevenzione, soprattutto nei soggetti con familiarità. È fondamentale strutturare il piano nutrizionale per step, con obiettivi intermedi, così da guidare il corpo attraverso un percorso sostenibile e realmente efficace.
La nutrizione gioca un ruolo chiave nel trattamento della tiroidite di Hashimoto?
Una corretta alimentazione può contribuire in modo significativo alla gestione della patologia tiroidea, agendo sul sostegno della funzione tiroidea e, di conseguenza, sulla modulazione dei meccanismi metabolici coinvolti.
Un piano nutrizionale con obiettivi anti-infiammatori mira a ridurre l’infiammazione sistemica, favorendo un miglioramento della sintomatologia.
Non basta, però, aumentare il consumo di frutta e verdura: in un organismo infiammato, anche alimenti comunemente considerati salutari possono avere effetti sfavorevoli. Ecco perché è fondamentale costruire un piano nutrizionale personalizzato, adattabile nel tempo.
L’ipotiroidismo non controllato può facilitare l’aumento di peso e aumentare il rischio di sviluppare patologie metaboliche come dislipidemie e malattie cardiovascolari. La tiroidite di Hashimoto, infatti, si associa spesso alla sindrome metabolica, condividendone i meccanismi sottostanti.
Carenze nutrizionali e resistenza all’insulina possono concorrere a peggiorare la condizione. Una nutrizione mirata diventa quindi uno strumento essenziale, sin dalla diagnosi o anche in prevenzione, in soggetti con familiarità.
Ci sono alimenti che contrastano la tiroidite di Hashimoto?
Un piano nutrizionale basato sulla scelta di alimenti che, innanzitutto, non contengano precise sostanze infiammatorie e che contengano micronutrienti la cui mancanza accentuerebbe ancor più la problematica, diventa non solo utile ma necessario.
Alcuni alimenti ricchi di selenio e zinco, per esempio, possono avere effetti anti-infiammatori, aiutando a proteggere la tiroide in quanto capaci di supportare l’enzima deiodinasi che converte la tiroxina (T4) in triiodotironina (T3), forma attiva dell’ormone tiroideo.
Inoltre, spesso le persone con la tiroidite di Hashimoto presentano bassi livelli di vitamina D, e la sua carenza può aumentare il rischio di disfunzioni autoimmuni. Infatti, la vitamina D ha un importante ruolo nel supporto del sistema immunitario.
Una dieta sana e bilanciata sarà capace di fornire i nutrienti necessari al corpo per supportare la tiroide, riducendo l’infiammazione.
Cosa causa la comparsa della tiroidite di Hashimoto?
Uno stile di vita disordinato, una routine quotidiana stressante, disfunzioni ormonali o immunitarie, fattori ambientali, infezioni, carenze nutrizionali, scarsa idratazione, stress cronico ed eccesso di cibi ultra-processati possono influire negativamente sulla funzione tiroidea.
La tiroidite di Hashimoto è più frequente nelle donne, con un rapporto stimato di circa 7:1. Questa differenza è attribuibile a fattori genetici, ormonali e immunitari. Gli estrogeni, in particolare, modulano il sistema immunitario, aumentando la predisposizione femminile alle malattie autoimmuni, specie in età fertile, post gravidanza o in menopausa.
Anche condizioni autoimmuni come celiachia e diabete di tipo 1 possono associarsi alla tiroidite. Esistono inoltre predisposizioni genetiche: alcuni geni coinvolti nella patologia si trovano sul cromosoma X, di cui le donne possiedono due copie, aumentando il rischio.
Tutti questi elementi confermano la natura autoimmune della tiroidite di Hashimoto.
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Testimonianze
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● Endometriosi
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Il Team di Nutrizionista.Bio
Dr. Davide Ippolito
Dottore di Ricerca in Neuroscienze
Dr.ssa Sara Mirasole
Responsabile degli studi e del team dei biologi nutrizionisti
Dr. Emanuele Falconi
Responsabile dello Studio di Vicenza
Dr. Filippo Pigatto
Responsabile dello Studio di Villafranca Padovana
Domande frequenti
Qui troverai soluzioni e risposte alle domande più frequenti relative alla disfunzione tiroidea. Questa sezione è progettata per fornire chiarezza e informazioni essenziali, aiutandoti a migliorare la tua comprensione su questi argomenti cruciali per la salute e il benessere.
Quali sono i sintomi di una tiroide che non funziona bene?
Se la tiroide produce troppi ormoni (ipertiroidismo), i sintomi includono perdita di peso, tachicardia, ansia, insonnia, tremori e sudorazione eccessiva. Se ne produce troppo pochi (ipotiroidismo), possono manifestarsi affaticamento, aumento di peso, pelle secca, sensibilità al freddo, depressione e costipazione.
Cosa succede se non si cura la tiroide?
Una disfunzione tiroidea non trattata può portare a complicanze serie. L’ipotiroidismo può favorire l’aumento di peso e il rischio di malattie cardiovascolari, mentre l’ipertiroidismo può causare problemi cardiaci, osteoporosi e, nei casi più gravi, crisi tireotossiche.
Quali problemi può causare la tiroide?
Le disfunzioni tiroidee possono influenzare il metabolismo, la regolazione della temperatura corporea, il sistema cardiovascolare e quello nervoso, causando affaticamento, variazioni di peso, ansia, problemi digestivi e alterazioni cutanee.
Quali sono i sintomi della tiroide infiammata?
Una tiroide infiammata può manifestarsi con gonfiore nella zona del collo, affaticamento, variazioni di peso, pelle secca, sensibilità al freddo, disturbi dell’umore e, in alcuni casi, dolore nella regione tiroidea.
Quali sono i sintomi della tiroide di Hashimoto?
La tiroidite di Hashimoto si sviluppa lentamente e può rimanere asintomatica per anni. Quando si manifesta, i sintomi includono stanchezza, aumento di peso, pelle secca, depressione, sensibilità al freddo e difficoltà di concentrazione.
Cosa c’entra la vitamina D con la tiroide?
La vitamina D è fondamentale per il sistema immunitario e spesso carente nelle persone con tiroidite di Hashimoto. Livelli adeguati di vitamina D possono aiutare a modulare la risposta immunitaria e ridurre il rischio di disfunzioni autoimmuni.
Che differenza c’è tra ipotiroidismo e tiroide di Hashimoto?
L’ipotiroidismo è una condizione in cui la tiroide produce pochi ormoni tiroidei. La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune che porta progressivamente all’ipotiroidismo a causa dell’attacco del sistema immunitario alla ghiandola tiroidea.